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Static Daydream, David Gilmour, Joan Shelley

di RSK

STATIC DAYDREAM - static daydream

Normalmente quando si recensisce la fatica di un gruppo nuovo si cerca sempre di dare dei punti di riferimento generici che possano immediatamente e chiaramente far capire al lettore che cosa ascolteranno. Con gli Static Daydream il compito è terribilmente facile: li potremmo infatti definire come la perfetta cover band dei Jesus and Mary Chain, ipermenzionatissimo gruppo britannico che a questo punto sembra definire riduttivo segnalare come semplice oggetto di culto. No! Il gruppo di Glasgow, capitanato dai fratelli Reid e ufficialmente ancora in attività, è, scopro con stupore, un vero e proprio genere musicale. 46 minuti di punk noise e shoegaze sapientemente mescolati dalla coppia Paul Baker - Jamie Casey che giocano con la doppia voce rendendo felici chi non si stancherebbe mai di ascoltare e riascoltare il capolavoro Psychocandy in tutte le salse. Unica variazione sul tema: Until You're Mine che dopo un inizio solido si liquefà in una ballata quasi elettronica che non dispiacerebbe a Robert Smith. 


Fantasmi di un plumcake - Ten Years After


In questa nuova puntata di Ten Years After, 2 sono i dischi che si prendono decisamente la scena. Il motivo e' dettato dalla loro caratura e valenza assoluta nella recente storia della musica che conta. Unplugged in New York degli estinti Nirvana e' entrato ormai da anni nel gothaM dei classici imperdibili del rock anni '90 mentre il disco degli Wilco e' molto vicino a farlo visto che dalla sua uscita sono passati ben 10 anni. Gli altri tre dischi non hanno quasi bisogno di presentazione visti i nomi dei loro autori: David Gilmour, Burt Bacharach e Eric Burdon. Come dire: "capperi sotto sale"

di RSK